Villa Necchi-Campiglio

Scritto da Simone Montani in data 11/01/2016 , inserito in Architettura e design

Donata al FAI dalle sorelle Gigina e Nedda Necchi, Villa Necchi Campiglio è divenuta, dal 2008, una “Casa museo di Milano” che ospita, oltre ai numerosi dipinti, sculture, arredi e oggetti di pregio acquistati dai Necchi Campiglio quando vi abitavano, la Collezione di arti decorative del XVIII secolo di Alighiero ed Emilietta de’ Micheli e la Collezione di opere italiane del XX secolo di Claudia Gian Ferrari.

villa necchi

La villa, situata in via Mozart n. 14, fu realizzata tra il 1932 e il 1935 su progetto dell’architetto Piero Portaluppi per la famiglia Necchi Campiglio, originaria di Pavia ed esponente dell’alta borghesia industriale lombarda (a loro si deve l’invenzione della celebre macchina da cucire).

Per l’edificazione fu scelta una zona adiacente al centro della città ma nello stesso tempo tranquilla ed alberata, e la casa fu concepita come residenza elegante ma confortevole, moderna sia nello stile architettonico, il nascente razionalismo italiano (mentre gli interni sono caratterizzati da elementi di art decò), sia negli impianti e attrezzature quali ascensore e montavivande, citofoni e telefoni, piscina riscaldata.

VILLA NECCHI

A partire dal 1938, vennero eseguiti dei lavori di sistemazione dell’esterno e di rifacimento degli arredi ad opera dell’architetto Tomaso Buzzi che conferì alla villa un aspetto più classico e morbido grazie all’utilizzo di drappi, tendaggi e arredi antiquariali, secondo uno stile ispirato all’arte settecentesca.

villa necchi

La villa si sviluppa su più piani: il piano terra destinato a locali di rappresentanza, il primo piano alla zona notte, mentre il sottotetto ospita le stanze della servitù. Nel seminterrato trovano posto i locali di servizio e quelli dedicati allo svago dei padroni di casa, quali la palestra e la sala proiezioni.

Piano rialzato

Dall’ingresso principale, costituito da un grande atrio pavimentato in noce e palissandro, si accede a sinistra alla biblioteca, caratterizzata da un soffitto a cassettoni a losanga e dotata di ampi scaffali in palissandro e tavoli da gioco, a destra al fumoir, un salottino riarredato da Buzzi, che ospita un grande camino di gusto rinascimentale.

villa necchi

villa necchi

villa necchi

Oltre la biblioteca si trovano la veranda, con due pareti interamente finestrate, e il salone, riarredato in stile di ispirazione settecentesca.

villa necchi

villa necchi

Lo stesso stile è riproposto nella sala da pranzo alle cui pareti sono stati appesi arazzi di Bruxelles del XVI-XVII secolo. Adiacenti alla sala da pranzo si trovano i locali di servizio, collegati tramite un montavivande alla cucina seminterrata.

villa necchi

Dall'atrio si accede anche all'ufficio di Angelo Campiglio, con pavimento e pareti rivestiti in legno e una caratteristica scrivania ovale prodotta dall'ebanista toscano Giovanni Socci.

villa necchi

Primo piano

Una scala con balaustra a doppia greca conduce dall’atrio al primo piano, la cui parte centrale è occupata da un ampio disimpegno.

villa necchi

Disposti simmetricamente ai lati di un corridoio, coperto con volta a botte decorata con un motivo a rete, si trovano i due appartamenti padronali, ciascuno comprendente un ampio spogliatoio, una stanza da bagno con rivestimento in marmo, e una camera da letto.

villa necchi

villa necchi

villa necchi

villa necchi

Dal disimpegno centrale si accede alle camere per gli ospiti, dotate di bagno privato, e alla sala dove  oggi vi si trova esposta la collezione de' Micheli: dipinti (Canaletto, Tiepolo e Rosalba Carriera), splendidi mobili francesi, ceramiche lombarde, porcellane cinesi e rare miniature di Jean Baptiste Isabey, contribuiscono a creare un insieme di grande armonia.

villa necchi