Simone Montani

Filosofia

Matiteverdi, dal 2014
La cultura del verde

Matiteverdi nasce nel 2014 dal desiderio di contribuire, attraverso un sito-blog, alla divulgazione della cultura del verde, dell'amore per i giardini ed il paesaggio e delle figure del paesaggista e del garden designer, ancora sconosciute ai molti in Italia, e del loro ruolo nel futuro disegno del paesaggio di domani.

Il sito, attraverso gli articoli e la presentazione dei giardini progettati e realizzati in prima persona, vuole comunicare l’importanza del lavoro del progettista che si occupa di spazi esterni, della sua missione di pontefice ("facitore di ponti") tra il paesaggio e l'architettura, e della sua conoscenza, che deve essere multidisciplinare e spaziare dall’agronomia alla botanica, dall’ecologia al design, dall'arte e la sua storia all'architettura, dalla filosofia all'estetica, per avere un approccio multidisciplinare alla progettazione e non solo estetico o tecnico.

Attraverso il sito-blog Matiteverdi desidera condividere sul web esperienze personali di giardini realizzati, viaggi fatti, foto scattate, recensioni lette, curiosità scoperte nel settore della botanica, del design o dell’architettura, riflessioni, percezioni e filosofie differenti, legate al mondo del paesaggio, che rappresentano le molteplici sfaccettature del tema.

Le linee guida

Oggi il giardino si deve legare più che mai all’architettura esterna e al design interno di un edificio da una parte e al paesaggio circostante dall’altra, in una sorta di connubio che il progettista deve saper interpretare, analizzare e realizzare in modo armonioso. Per questo egli ha l’obbligo di formarsi a 360° spaziando in tutte le materie per poter sviluppare quella sensibilità, vivace ma discreta, necessaria per poter percepire gli aspetti meno visibili del mondo tangibile.

Solo dopo un’attenta analisi di ogni aspetto e a seguito di uno studio filosofico, oltre che tecnico ed estetico, è possibile iniziare il lavoro di progettazione. Questo concetto fa da guida nella fase di studio e conoscenza di un ambiente, uno spazio, un paesaggio, un territorio, al fine di analizzarli e reinterpretarli, anche in chiave contemporanea.

Scopo di ogni lavoro è portare, con spontaneità, la Bellezza, attraverso il giardino, all’interno dello spazio progettato. L’ispirazione per la nascita di un progetto può arrivare dalla natura o dal paesaggio, dal genio contadino, come da quello cittadino, o dalla tradizione dell’architettura, di ogni luogo in cui il professionista si trova ad operare.

Il paesaggista ha l'obbligo di aggiornarsi continuamente, mai smettere di studiare, di essere lo scolaro di un tempo…e il suo insegnante è, prima di tutti, la natura coi suoi paesaggi, a volte disegnati dall’uomo, che diventa così ispiratrice del giardino, anche di quello contemporaneo.

Infine il professionista che si occupa di giardini (garden designer) e paesaggio è tenuto a confrontarsi coi colleghi, del passato e del presente, esaminare i loro lavori, osservare, criticare e viaggiare per studiare, e non credere mai, superbamente, di aver raggiunto il vero sapere.

Quello del paesaggista è un lavoro che va sentito come missione, l’approccio deve essere sincero, disinteressato, quasi fanciullesco, ingenuo …un modus operandi ben lontano dalle mode lanciate, purtroppo spesso, a livello internazionale, da molti grandi progettisti che si fanno chiamare paesaggisti.

È necessario dunque un ritorno all’elemento puro, all’essenziale, “la natura deve ritornare ad essere protagonista dell’esperienza di vita”, come riporta un caro aforisma giapponese.

E’ in questo modo, sincero e puro, che bisogna ri-approcciarsi, oggi, alla progettazione…se si aspira a ridisegnare, con amore e coscienza, il paesaggio di domani.

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